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15 dicembre 2006

A Napoli...in 100.000

In centomila, in corteo, con striscioni e slogan, con i gonfaloni di tanti Comuni della Campania, hanno sfilato in corteo per Napoli da piazza Mancini a piazza Dante per dire no alla camorra e per manifestare l'intenzione di «non mollare» il territorio alla criminalità organizzata. Successo pieno, dunque, per l'iniziativa dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, che prevedeva tra l'altro uno sciopero in Campania di otto ore che ha avuto percentuali di adesione alte. Secondo dati forniti dai sindacati l'astensione dal lavoro al porto e' stata del 90%, alla Whirpool, alla Seda, all'Alenia, alla Firemar e alla Marconi del 70%, all'Ansaldo del 90% e alla Fincantieri del 95%. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che, come il presidente della Campania Antonio Bassolino e quello della Provincia Dino Di Palma, ha partecipato camminando con il corteo per un tratto di strada, ha abbracciato Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti ringraziandoli per le iniziative messe in campo per la città.

«Da Napoli un segnale forte che dimostra quanto sia sentita e estesa la domanda di legalità, di sicurezza, di coesione sociale». Il Segretario dei Ds Piero Fassino, saluta così il grande successo della manifestazione. «La politica, il governo nazionale, le istituzioni devono raccogliere subito l’appello dei lavoratori e dei cittadini di Napoli e della Campania – aggiunge Fassino – mettendo in campo politiche di forte e incisivo contrasto alla criminalità, rilanciando un programma di investimenti per lo sviluppo e il lavoro e sostenendo l’azione quotidiana delle amministrazioni locali e regionali».

Gli fa eco il responsabile Mezzogiorno dei Democratici di Sinistra e segretario regionale della Campania, Enzo Amendola, che questa mattina è sceso in piazza con i manifestanti. «E’ una splendida giornata per Napoli e per i napoletani. La grande mobilitazione di passione civile e di libertà promossa dai sindacati dimostra la scelta di questa città di non mollare. La grande partecipazione giovanile ci impone di guardare al futuro con maggiore fiducia – dice Amendola -. Continueremo a lavorare in sintonia con chi vuole cambiare. Chi è contro la camorra, per lo sviluppo e il riscatto del Mezzogiorno, oggi, è meno solo».
«La lotta alla criminalità, alla mafia, a tutte le mafie è una battaglia che ci accomuna e ci unisce», sottolinea Epifani, leader della Cgil. «Non può esserci, come dice qualche politico del Nord, qualcosa che divide una parte del paese dal resto». E conclude: «E' una battaglia difficile, che però si vince se innanzitutto si pensa di vincere. Oggi qui diciamo che non ci rassegnamo, non chiudiamo gli occhi, non giriamo la testa non tappiamoci le orecchie».

«Questa piazza rappresenta una speranza per il Meridione – aggiunge Bonanni, segretario Cisl - chiediamo a tutti, anche a ciascuno di voi, più rigore e più attenzione, più impegno e più coerenza, un esempio più forte da parte di ciascuno. E le istituzioni devono essere alla testa del rinnovamento morale». «La lotta per la legalità ci riguarda tutti come cittadini e come lavoratori - ha detto Angeletti - è una battaglia che facciamo per costruire una società in cui vale la pena di vivere». Il leader della Uil ha anche ribadito il bisogno di «rovesciare il luogo comune secondo cui se c'è più lavoro, c'è meno camorra. E' vero il contrario. La lotta all'illegalità va legata alla lotta per lo sviluppo». 




permalink | inviato da il 15/12/2006 alle 18:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

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