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29 dicembre 2006

Bilancio di fine anno....in Sicilia!!

Quante cose si sarebbero potuto realizzare in Sicilia, in questi anni!! Invece, anche il 2006 non poteva che chiudersi nel modo peggiore!! Mi chiedo, perché??? perchè i siciliani continuano a votare un Presidente della Regione che cura solo ed esclusivamente gli interessi suoi e dei suoi amici.

Cosa c’è da essere contenti, quando, anche nel 2007, i siciliani saranno costretti a pagare di più?? Ebbene si, per effetto di una norma, introdotta con l’ultima finanziaria Berlusconi, che impone l’aumento delle tasse alle Regioni che hanno registrato un deficit per la sanità nel 2005, le aliquote IRAP ed IRPEF accresceranno, rispettivamente, dell’1% rispetto al 2005, la prima, la seconda passerà dallo 0,9 all’1,4%!!!! Morale della favola, ancora una volta, il contribuente siciliano dovrà scontare, in questo caso pagando profumatamente, le colpe di anni ed anni di malgoverno.

E Totò che fa??? Invece di ammettere e confermare quanto sia stato fallimentare l’operato della sua amministrazione negli ultimi sei anni, critica il Governo nazionale, annuncia l’impugnazione del Decreto “Bersani” sulle liberalizzazioni (norma accolta con favore dalla gran parte degli italiani) e “dulcis in fundo” lancia sul web un referendum sul Ponte sullo Stretto che permetterà ai navigatori del web di esprimere il proprio parere favorevole o sfavorevole sul ponte!!! Sinceramente, mi chiedo quale sarà la domanda che verrà rivolta ai Siciliani una del tipo: “ Nonostante, la Palermo-Messina, inaugurata da poco, stia cadendo a pezzi,  nonostante, per raggiungere Messina da Palermo con il treno si impiegano circa tre ore e mezzo, nonostante, ancora nel 2007, si deve completare l’Autostrada Palermo-Catania ecc.ecc., tu, siciliano, vuoi che vengano sperperati ulteriori soldi per costruire il Ponte sullo Stretto?”

Buon anno a tutti!!!
Caterina Marino (Sicilia).    




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28 dicembre 2006

Bilancio di fine anno

A tutti capita di fare un bilancio di fine anno…  e questo sembra proprio il periodo ideale per concentrarsi su quanto di buono è stato fatto o non fatto, sugli obbiettivi raggiunti e su quelli mancati…
Oggi, in conferenza stampa, il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha nuovamente parlato di Mezzogiorno e degli incentivi, soprattutto di natura economica, stanziati per le regioni del Sud. A questo punto, i ragazzi di sudopensource, chiedono a tutti voi, amici e compagni di rete, di provare a fare anche voi un bilancio: cosa vorreste venisse realizzato, nel 2007 per un maggiore sviluppo del Mezzogiorno d’Italia; cosa si sarebbe potuto fare e non è stato realizzato nel 2006?




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24 dicembre 2006

Buon Natale


dal Sud e dalle sue opensource
 Auguri di un Felice Natale a tutti voi




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21 dicembre 2006

Giochi e canzoni

La nostra campagna ha ricevuto il supporto de “L’Unità” e in edicola in questi giorni avete potuto trovare 2 cd che raccolgono le “tracce” dei ritmi del Sud. Musica che ha una storia e delle tradizioni molto forti… ma spesso, tra le bancarelle, o addirittura gli scaffali di alcuni negozi troviamo brani che parlano di un altro Mezzogiorno. Brani che, prendendo spunto dai canti scritti durante il  Brigantaggio, tendono ad esaltare la figura dei boss, invitano addirittura ad emulare comportamenti e pratiche mafiose. Negli ultimi tempi assistiamo anche alla promozione di video-games dove ci si cala nei panni di un padrino e si gestisce la propria organizzazione mafiosa.
Un tipo di cultura, un sistema valoriale che non rappresenta il Mezzogiorno. Giochi e canzoni come quelle di cui vi ho parlato dovrebbero essere banditi dal mercato poiché sono esempi che potrebbero essere emulati, pratiche che potrebbero diventare sempre più diffuse. Quella della società civile è una battaglia culturale, e il nostro compito dovrebbe essere quello di far evolvere, mutare quel tipo di cultura che si nutre di atteggiamenti mafioseggianti…

Anna Maria Pancallo (Calabria)




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15 dicembre 2006

A Napoli...in 100.000

In centomila, in corteo, con striscioni e slogan, con i gonfaloni di tanti Comuni della Campania, hanno sfilato in corteo per Napoli da piazza Mancini a piazza Dante per dire no alla camorra e per manifestare l'intenzione di «non mollare» il territorio alla criminalità organizzata. Successo pieno, dunque, per l'iniziativa dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, che prevedeva tra l'altro uno sciopero in Campania di otto ore che ha avuto percentuali di adesione alte. Secondo dati forniti dai sindacati l'astensione dal lavoro al porto e' stata del 90%, alla Whirpool, alla Seda, all'Alenia, alla Firemar e alla Marconi del 70%, all'Ansaldo del 90% e alla Fincantieri del 95%. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che, come il presidente della Campania Antonio Bassolino e quello della Provincia Dino Di Palma, ha partecipato camminando con il corteo per un tratto di strada, ha abbracciato Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti ringraziandoli per le iniziative messe in campo per la città.

«Da Napoli un segnale forte che dimostra quanto sia sentita e estesa la domanda di legalità, di sicurezza, di coesione sociale». Il Segretario dei Ds Piero Fassino, saluta così il grande successo della manifestazione. «La politica, il governo nazionale, le istituzioni devono raccogliere subito l’appello dei lavoratori e dei cittadini di Napoli e della Campania – aggiunge Fassino – mettendo in campo politiche di forte e incisivo contrasto alla criminalità, rilanciando un programma di investimenti per lo sviluppo e il lavoro e sostenendo l’azione quotidiana delle amministrazioni locali e regionali».

Gli fa eco il responsabile Mezzogiorno dei Democratici di Sinistra e segretario regionale della Campania, Enzo Amendola, che questa mattina è sceso in piazza con i manifestanti. «E’ una splendida giornata per Napoli e per i napoletani. La grande mobilitazione di passione civile e di libertà promossa dai sindacati dimostra la scelta di questa città di non mollare. La grande partecipazione giovanile ci impone di guardare al futuro con maggiore fiducia – dice Amendola -. Continueremo a lavorare in sintonia con chi vuole cambiare. Chi è contro la camorra, per lo sviluppo e il riscatto del Mezzogiorno, oggi, è meno solo».
«La lotta alla criminalità, alla mafia, a tutte le mafie è una battaglia che ci accomuna e ci unisce», sottolinea Epifani, leader della Cgil. «Non può esserci, come dice qualche politico del Nord, qualcosa che divide una parte del paese dal resto». E conclude: «E' una battaglia difficile, che però si vince se innanzitutto si pensa di vincere. Oggi qui diciamo che non ci rassegnamo, non chiudiamo gli occhi, non giriamo la testa non tappiamoci le orecchie».

«Questa piazza rappresenta una speranza per il Meridione – aggiunge Bonanni, segretario Cisl - chiediamo a tutti, anche a ciascuno di voi, più rigore e più attenzione, più impegno e più coerenza, un esempio più forte da parte di ciascuno. E le istituzioni devono essere alla testa del rinnovamento morale». «La lotta per la legalità ci riguarda tutti come cittadini e come lavoratori - ha detto Angeletti - è una battaglia che facciamo per costruire una società in cui vale la pena di vivere». Il leader della Uil ha anche ribadito il bisogno di «rovesciare il luogo comune secondo cui se c'è più lavoro, c'è meno camorra. E' vero il contrario. La lotta all'illegalità va legata alla lotta per lo sviluppo». 




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12 dicembre 2006

Viva la mamma

Il video che segue è un pezzo del cortometraggio realizzato dalla Sinistra giovanile di Basilicata per la campagna regionale sul lavoro precario dal titolo Viva la mamma . La campagna, svoltasi dal mese di febbraio al marzo 2006, con il suo metodo innovativo e la sua comunicazione efficace  ha riscosso molto successo ad anche grazie al Nidil Cgil è stata poratata in giro per la Basilicata con oltre 70 meetup realizzati in luoghi generazionali come i pub i bar o le biblioteche. Il video girato da Giuliana Ronchi, è anche arrivato in finale nel concorso nazionale della CGIL:"Obiettivo sul lavoro". Il ragazzo che intervista è Giovanni Casaletto, segretario regionale Sg Basilicata. Per la sua efficacia questo documentario rappresenta al meglio la questione generazionale della Basilicata ed i suoi problemi di accesso al futuro.





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11 dicembre 2006

Dillo a Giovanna...

Oggi a Locri il Ministro Melandri incontrerà la società civile della Locride. Avrà modo di confrontarsi con gli studenti, con i giovani del movimento dei “ragazzi di Locri”- Forum Fo.Re.Ver. , con le associazioni e con le cooperative che da tempo svolgono un ruolo fondamentale nel nostro territorio. Il Forum Fo.Re.Ver ha a disposizione una postazione radiofonica dalla quale si “manda in onda la legalità” e oggi saremo in diretta anche con VivaRadio2, il programma di Baldini e Fiorello.
Abbiamo una grande opportunità, quella di intraprendere un percorso insieme al Ministero per le Politiche Giovanili che miri alla valorizzazione dei giovani e del loro ruolo attivo nella società. Tantissime le domande che oggi e nei prossimi giorni potremo rivolgerle… in quanto giovani di un Mezzogiorno che come noi ha voglia di crescere… Per esempio ci piacerebbe che venissero creati maggiori spazi ricreativi per i ragazzi della Locride e sarebbe molto bello se ciò potesse avvenire anche nelle zone più interne e isolate della nostra terra. Maggiori opportunità per  i giovani che si apprestano a intraprendere una carriera lavorativa, quindi un suo contributo in una riforma delle professioni che sappia interpretare i reali bisogni dei giovani della nostra terra…

Potrei continuare a scrivere pagine intere di proposte… ma mi rivolgo a chi frequenta il nostro blog…. Aspettiamo le vostre idee, suggerimenti, proposte….

Anna Maria Pancallo (Calabria)




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10 dicembre 2006

Verso il 15 dicembre

La Sinistra Giovanile Nazionale, la Sinistra Giovanile Campania ed il network studentesco Studenti di Sinistra aderiscono alla manifestazione del 15 dicembre indetta da Cgil-Cisl e Uil, contro ogni forma di criminalità e per lo sviluppo della legalità nel Mezzogiorno. “Siamo convinti che sia necessario continuare a mandare forti segnali di partecipazione e di convinzione che le mafie possono essere sconfitte”, dichiara Marianna Bartolazzi, responsabile Legalità Sinistra Giovanile, “per questo il 15 saremo in piazza a fianco dei sindacati e di tutte le ragazze ed i ragazzi campani”. “Il protocollo firmato pochi giorni fa da Fioroni con le autorità e il mondo dell'associazionismo campano rappresenta un grande passo in avanti da parte del governo nel capire che la lotta alla legalità deve e può ripartire dalla scuola. Studenti di Sinistra parteciperà alla manifestazione per testimoniare la sua vicinanza a tutti gli studenti campani e la voglia di partecipare, sempre e comunque, per una giusta causa”, dichiara Fausto Raciti, portavoce nazionale di Studenti di Sinistra. “Parteciperemo con entusiasmo alla manifestazione”, dichiara Michele Grimaldi, segretario regionale della Sg Campania. “La nostra organizzazione regionale, impegnata quotidianamente, con tutti i suoi circoli ed i suoi militanti, contro la camorra, ritiene questo appuntamento fondamentale per ridare il ‘là’ ad un movimento popolare che risvegli le coscienze”.

per aderire basta commentare questo post inserendo il proprio nome e cognome e scrivendo un piccolo commento con le proprie ragioni di adesione.




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7 dicembre 2006

Il Mezzogiorno in rete con l´Europa

Dopo l'intervento di Piero Lacorazza  Segretario regionale Ds Basilicata dal titolo Un nuovo Mezzogiorno possibile pubblichiamo la nota congiunta di Enzo Amendola e Gianni Pittella, che vorremmo discutere con voi.

"C´è un legame tra il rilancio del progetto europeo e i destini del Mezzogiorno d´Europa che tocca non solo il livello istituzionale, ma anche la politica e le sue scelte. Sul versante europeo, la seconda parte della legislatura ci chiama a sfide decisive per sostenere l´integrazione e il ruolo dell´Unione come soggetto politico e come tessuto sociale ed economico in grado di ammodernare il suo welfare, di incrementare crescita e competitività.
E ancora: di cogliere la straordinaria opportunità della politica euromediterranea, di varare politiche comuni sul versante dell´energia, della politica estera e di difesa. I segnali sono incoraggianti.  È stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nelle scorse settimane, a lanciare un forte monito ai governi nazionali perché superino tatticismi e visioni nazionalistiche, per rilanciare con vigore la costruzione europea. Fa piacere che dopo una lunga fase di stallo, torni in evidenza che un´Europa più forte sia una necessità storica del mondo globale che reclama una capacità di governo sopranazionale, e che la vecchia frase di Gordon Brown "tra gli Stati e il mondo non c´è nulla", venga sepolta con ironia.

Si tratta di capire come, dalle importanti dichiarazioni politiche, si possa attraversare il guado della palude nella quale sono caduti sia il progetto della Costituzione, ma anche il completamento del mercato interno, la capacità di crescita, di competitività e di coesione. E qui tornano in gioco le istituzioni e i cittadini europei.
 
Il Parlamento europeo, che ha caratterizzato la sua prima metà della legislatura per un forte protagonismo (determinante il nuovo quadro finanziario 2007-2013), è chiamato ad intensificare l´azione di stimolo, di critica e di proposta nella consapevolezza che è il Parlamento l´unica istituzione europea espressione diretta della volontà politica, del demos europeo. Perché al contempo è debole l´esecutivo Barroso, del quale è emerso sin dall´inizio un profilo grigio e accomodante, profilo che va confermandosi con la scelta dei due nuovi commissari (rumeno e bulgaro), con la recente sfornata di direttori generali fuori da criteri leggibili con lenti diverse dalla provenienza nazionale. Molto dunque è affidato al risveglio della coscienza civile, alla capacità che dal basso giunga chiara, diffusa e potente la spinta ad andare avanti.
E qui deve intervenire la nostra missione di Mezzogiorno d´Europa, determinata nel leggere i nostri ritardi e gli svantaggi competitivi, ma anche di essere uniti per il cambiamento. Siamo a metà della legislatura europea e al primo snodo importante della legislatura italiana con l´approvazione della legge finanziaria.

Con il varo di quest´ultima, il governo italiano avrà compiuto un primo passo importante: avrà dimostrato di poter stare in campo europeo con dignità e compattezza, malgrado la ristrettezza dei numeri indotta dalla vergognosa legge elettorale voluta dal centrodestra. E avrà risposto al dovere di risanare i conti pubblici, senza privare il paese e il Mezzogiorno di risorse e strumenti efficaci per la ripresa economica e lo sviluppo.

La dote di 115 miliardi in 7 anni di cui potrà disporre il Sud, tra fondi europei, fondi nazionali di sponda e fondi per le aree svantaggiate, sono una dote robusta che andrà saputa spendere su grandi progetti, con una forte concentrazione qualitativa e con una nuova capacità di fare rete tra le regioni meridionali in un legame con le reti europee. Pensiamo a Napoli e alla Campania. Con gli strumenti offerti dalla Finanziaria, con i fondi europei, e con un´Europa più forte e capace di guardare al Mediterraneo, Napoli e la Campania, tutto il Sud, possono trovare un nuovo orizzonte di crescita, una nuova missione. In un contesto politico e socio-economico più saldo e forte, possono svolgere un ruolo essenziale, prezioso all´Italia e all´Europa, e scrollarsi di dosso la polvere di mali antichi e nuovi. Ma da Napoli e dalla Campania, dal Sud, deve venire uno sforzo generoso che parta dalle forze vive della società, dal mondo della cultura, dell´università, delle imprese, dei tantissimi giovani, dal mondo della politica e delle istituzioni che hanno energie sane, autorevoli e spendibili in un´opera di rilancio e di rinnovamento. La politica deve interpretare queste esigenze. Per questa missione soprattutto la politica, ad ogni livello, deve cambiare se stessa.

Ed allora il bisogno dell´unità dei riformisti nasce anche per europeizzare le visioni e la pratica politica mettendo assieme le anime socialiste, popolari, laiche, liberali e ambientaliste. Un progetto che si situi nel solco migliore della tradizione riformista partenopea e meridionale, e che agisca in funzione dell´interesse generale italiano ed europeo e che solidifichi la democrazia dell´alternanza. In Campania, nel sud d´Europa ci sono le risorse umane e intellettuali perché questa idea di politica si misuri sui temi e faccia un deciso salto di qualità."

Enzo Amendola
Gianni Pittella
(Gli autori sono segretario regionale Ds e presidente delegazione italiana nel gruppo Pse del Parlamento europeo
)




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5 dicembre 2006

I volti del Mezzogiorno...

Quanti volti ha il Mezzogiorno? Ne conosco più d’ uno…. Il volto pulito, lo sguardo limpido dei giovani che scendono in piazza per rivendicare la dignità del popolo meridionale, che lottano per riaffermare i principi di legalità e libertà. Il volto fiero e onesto dei commercianti che decidono di non pagare “’a mazzetta”, che denunciano chi estorce loro del denaro, che organizzano le serrate, che creano i comitati anti-racket. Conosco anche altri volti, vedo le loro foto sui giornali e non riesco a leggere nei loro occhi altro che cattiveria, li chiamo “uomini del disonore”. Poche migliaia di persone che tengono sotto scacco milioni di uomini e donne; riescono ad assoggettare la vita di intere regioni dilaniate più che compromesse dai sistemi mafiosi. Perché è proprio di mafie che vogliamo parlare, l’ostacolo maggiore a uno sviluppo democratico e legale del Mezzogiorno d’Italia. L’impegno che devono assumersi le nostre istituzioni non può essere solo quello di contrastare le organizzazioni criminali, è necessario porre come obbiettivo quello di annientare le mafie. Abbiamo bisogno di riforme strutturali serie e convincenti che riescano ad attuare le leve della repressione e della prevenzione. Un impegno costante da parte dello Stato, delle forze dell’ordine, della magistratura e della società civile, un impegno che non sia di tipo emergenziale…

A noi giovani, risorsa presente prima che futura del Meridione d’Italia, spetta il compito di essere sentinelle sempre vigili, pungolo e stimolo della nostra classe dirigente, portavoce della speranza di una terra che ha voglia di crescere.

Anna Maria Pancallo (Calabria)




permalink | inviato da il 5/12/2006 alle 21:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

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