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16 gennaio 2007

Fassino a Napoli: Mezzogiorno priorità fondamentale

Il segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, ribadisce la centralità del Mezzogiorno nella politica del governo nazionale. Lo fa a Napoli - prima tappa di un viaggio politico nelle città del Sud - dove nelle prime ore del mattino ha preso parte ad un incontro definito «proficuo» con esponenti della politica economica e sociale e dove, di seguito, ha preso parte ai lavori di un convegno sul Partito democratico. «Il Mezzogiorno è per noi una priorità fondamentale - ha sottolineato il leader dei Ds - perchè non si può pensare ad un'Italia a due velocità, se si deve pensare ad una Italia che torni fortemente a crescere bisogna pensare ad un'Italia che cresca in tutti i territori». Fassino mette più volte in risalto che l'obiettivo è quello di far tornare il Mezzogiorno ad essere «una priorità della politica italiana». Sottolinea come «una delle responsabilità del centrodestra sia stata quella di mettere il Sud ai margini della politica. E’ sufficiente andare a vedere quali sono gli stanziamenti che nelle cinque finanziarie approvate dal centrodestra erano per il Mezzogiorno e confrontarli con l'enorme sforzo che si è compiuto questa volta».

Per il leader della Quercia si tratta di un vero e proprio «salto di qualità. Uno sforzo nazionale che va accompagnato con uno sforzo locale e da una mobilitazione della società».Il segretario dei Ds afferma che l’errore in cui incorre l’opinione pubblica nazionale è quello di dare del Mezzogiorno una «rappresentazione caricaturale, enfatizzando i fattori di crisi e ignorando invece le potenzialità». E da qui un articolato elenco delle risorse che devono rappresentare un orgoglio e al tempo stesso un punto di partenza per il Sud del Paese. Imprese, università, centri di ricerca, ma anche il patrimonio storico e artistico.

Secondo Fassino è importante dare garanzie al Mezzogiorno per gli investimenti nonché sostenere l'ampia rete di piccole e medie imprese. Esigenze che, ribadisce, «il governo ha tutte le intenzioni di soddisfare». Al convegno ha preso parte anche il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, il cui intervento si è concentrato prevalentemente sulla questione del Partito democratico. «Sarebbe un errore – ha detto - accedere alla falsa tesi secondo la quale fare il partito democratico possa disturbare l'azione del governo. Abbiamo bisogno – ha aggiunto - di una forza che sia il baricentro di una coalizione molto larga, che accorpi e contribuisca a fare le sintesi giuste - ha aggiunto il governatore - questo è necessario per cambiare un Paese come il nostro, pieno di frantumazioni».Secondo Bassolino la nascita del nuovo soggetto coincide con una scelta importante e necessaria. «Non si unisce un Paese se non c'è una grande forza che rappresenti milioni di persone. Il Partito democratico sarà capace di spostare sul terreno più giusto, dell'innovazione, l'inevitabile dialettica tra radicali e riformisti - ha concluso il presidente - e per questo deve avere una valenza anche sociale».




permalink | inviato da il 16/1/2007 alle 18:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


7 gennaio 2007

In partenza...

L’8 gennaio è per molti studenti una data particolare, segna un ritorno alle aule scolastiche, al “tram-tram” quotidiano. Per molti oggi è il giorno della partenza perché tanti sono i ragazzi che hanno deciso di studiare fuori casa. Un fenomeno diffuso tra i giovani del sud. Io per prima nonostante ami profondamente la mia terra ho deciso di “emigrare” di andare a studiare nella Capitale….

Ogni tanto mentre sono a lezione  all’Università sento parlare i miei vicini di posto, e mi accorgo che il loro accento è molto simile al mio.  E tante sere prima di andare a dormire rifletto sullla mia scelta, senza pentimento, provo però a immaginare cosa sarebbe cambiato se fossi rimasta. Non condanno me e i ragazzi con i quali condivido questa scelta. Personalmente ho deciso di trasferirmi per mettere alla  prova me stessa, ma anche e soprattutto perché le nostre regioni non sempre offrono molte opportunità a chi è giovane come me. In Calabria università come  l’Unical di Cosenza, l’Università Mediterranea di Reggio o quella di Catanzaro dovrebbero essere maggiormente valorizzate visto che l’offerta formativa  è minore rispetto a quella di altri Atenei del Nord Italia. Inoltre spesso sembra non esserci spazio per chi vorrebbe intraprendere una carriera lavorativa in Calabria o in Sicilia. E di chi è la colpa di questo flusso migratorio che  spopola le regioni del Sud e riempie le cittadine del centro e del nord? Forse è colpa delle aziende che non investono capitali nelle terre del Mezzogiorno, o magari è colpa delle mafie che hanno fatto del lavoro sommerso un loro baluardo, che chiedono “a mazzetta” ai commercianti, e tramutano il  mercato concorrenziale in monopolistico poiché proprio le mafie gestiscono la maggior parte delle attività che nascono sui nostri territori , o ancora potrebbe essere colpa di quel tasso d’interesse che frena l’accesso al credito per molti giovani….

Un tempo con  dello spago e un po’ di cartone i nostri nonni avevano impacchettato le loro speranze, i loro sogni sperando di poterli tramutare in realtà in un'altra città, lontano da quella dove erano nati e cresciuti.
A noi viene chiesto di ritornare, di riprendere in mano il presente e il futuro delle nostre regioni, di mettere a disposizione dei nostri concittadini le competenze e le conoscenze maturate nel corso del tempo, mentre eravamo lontani da casa….
Saremo pronti, quando sarà il momento, ad accettare questa sfida?

Anna Maria Pancallo (Calabria)




permalink | inviato da il 7/1/2007 alle 15:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


3 gennaio 2007

In direzione “ostinata e contraria”…camminare!


Penso che dobbiamo metterci a saltare e a correre per rimanere al SUD con la volontà forte e sicura di poter FARE e di poter DARE, in sostanza per ESISTERE! Non dobbiamo pensare che qualcuno, magari tra quelli potenti (i politici-seduti, gli imprenditori assistiti, i dirigenti sistemati, i preti chiusi nel tempio, ecc.), un giorno decida di farci sedere accanto a lui per accompagnarci durante il viaggio. Chi sta fermo ha solo una volontà: non muoversi. Se potesse fermerebbe anche il vento o l’alternarsi del giorno e della notte.

Siamo noi che dobbiamo farci portare dal vento e consumare le scarpe. Questo blog può servire a camminare e gli auguro tanta strada! Bene, dopo questa pseudo premessa-sfogo vorrei fare con voi qualche passo in direzione “ostinata e contraria” rispetto ai politici-seduti. Vivo in Molise, la terra in cui il cammino lungo i tratturi con le pecore, un tempo base dell’economia, è stato sostituito dalla immobilità insostenibile dei governanti locali e anche della maggioranza di coloro che apparentemente non al potere, ne sono però spesso solo la brutta copia.

Tempo fa, nel castello di Civitacampomarano, paese di Cuoco, uno dei filosofi più illuminati del SUD, si parlava di sviluppo attraverso la valorizzazione delle risorse locali. Nello specifico si parlava della zampogna di Scapoli, un altro paese molisano in cui esistono gli ultimi costruttori di questo strumento e in cui un festival musicale attira migliaia di turisti ogni anno. Il politico-seduto era l’ex assessore al turismo. Da parte sua solo ringraziamenti e sorrisi. Anche per lui lo sviluppo possibile era quello che passava attraverso la valorizzazione delle risorse locali. A questo punto intervengo nel dibattito. Cerco di far capire all’assessore che forse sarebbe necessario iniziare a creare un sistema di spesa delle risorse pubbliche che preveda, da parte dei beneficiari di tali risorse, il raggiungimento di alcuni risultati. Insomma dotarsi di indici di risultato da raggiungere per ogni euro pubblico speso.
Chiedo all’assessore a cosa serva trasportare una zampogna a Milano e tenerla chiusa in uno scaffale durante la Borsa Internazionale del Turismo? Chiedo se si poteva pretendere da chi aveva usufruito dei soldi pubblici per organizzare lo stand della regione, almeno qualche comunicato stampa sul Molise e sulla zampogna di Scapoli?

Il politico-seduto mi risponde. Mi chiama giovane, non mi guarda mai in faccia,ma soprattutto non riesce a sorridermi. Cosa mi dice? Non ci sono problemi. Perché prevedere il raggiungimento di risultati a fronte di una spesa pubblica? C’è la rendicondazione delle spese. Mi dice, quasi a mettere le mani avanti, che ogni spesa fatta è stata controllata secondo la legge. Il politico-seduto scambiava la verifica del raggiungimento di risultati, a riprova dell’efficacia della spesa pubblica, con il controllo formale delle fatture! E’ come scambiare l’acqua con il vino!

Questo tipo di politico-amministrante è tipico del SUD. E’ una delle sbarre che ne impediscono il cammino. Quella sera però, quando sono uscito dal castello deluso, ma non meravigliato, ero anche più sicuro. Mi sentivo giovane, energico e facevo domande. Il cattivo almeno per un secondo aveva smesso di ridere!!!
Spero che questo blog ci dia energia, ci aiuti a fare domande, ci aiuti a camminare e faccia smettere di ridere gli st*****!


Domenico Di Gregorio (Molise)




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