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Fassino a Napoli: Mezzogiorno priorità fondamentale

Il segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, ribadisce la centralità del Mezzogiorno nella politica del governo nazionale. Lo fa a Napoli - prima tappa di un viaggio politico nelle città del Sud - dove nelle prime ore del mattino ha preso parte ad un incontro definito «proficuo» con esponenti della politica economica e sociale e dove, di seguito, ha preso parte ai lavori di un convegno sul Partito democratico. «Il Mezzogiorno è per noi una priorità fondamentale - ha sottolineato il leader dei Ds - perchè non si può pensare ad un'Italia a due velocità, se si deve pensare ad una Italia che torni fortemente a crescere bisogna pensare ad un'Italia che cresca in tutti i territori». Fassino mette più volte in risalto che l'obiettivo è quello di far tornare il Mezzogiorno ad essere «una priorità della politica italiana». Sottolinea come «una delle responsabilità del centrodestra sia stata quella di mettere il Sud ai margini della politica. E’ sufficiente andare a vedere quali sono gli stanziamenti che nelle cinque finanziarie approvate dal centrodestra erano per il Mezzogiorno e confrontarli con l'enorme sforzo che si è compiuto questa volta».

Per il leader della Quercia si tratta di un vero e proprio «salto di qualità. Uno sforzo nazionale che va accompagnato con uno sforzo locale e da una mobilitazione della società».Il segretario dei Ds afferma che l’errore in cui incorre l’opinione pubblica nazionale è quello di dare del Mezzogiorno una «rappresentazione caricaturale, enfatizzando i fattori di crisi e ignorando invece le potenzialità». E da qui un articolato elenco delle risorse che devono rappresentare un orgoglio e al tempo stesso un punto di partenza per il Sud del Paese. Imprese, università, centri di ricerca, ma anche il patrimonio storico e artistico.

Secondo Fassino è importante dare garanzie al Mezzogiorno per gli investimenti nonché sostenere l'ampia rete di piccole e medie imprese. Esigenze che, ribadisce, «il governo ha tutte le intenzioni di soddisfare». Al convegno ha preso parte anche il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, il cui intervento si è concentrato prevalentemente sulla questione del Partito democratico. «Sarebbe un errore – ha detto - accedere alla falsa tesi secondo la quale fare il partito democratico possa disturbare l'azione del governo. Abbiamo bisogno – ha aggiunto - di una forza che sia il baricentro di una coalizione molto larga, che accorpi e contribuisca a fare le sintesi giuste - ha aggiunto il governatore - questo è necessario per cambiare un Paese come il nostro, pieno di frantumazioni».Secondo Bassolino la nascita del nuovo soggetto coincide con una scelta importante e necessaria. «Non si unisce un Paese se non c'è una grande forza che rappresenti milioni di persone. Il Partito democratico sarà capace di spostare sul terreno più giusto, dell'innovazione, l'inevitabile dialettica tra radicali e riformisti - ha concluso il presidente - e per questo deve avere una valenza anche sociale».

Pubblicato il 16/1/2007 alle 18.6 nella rubrica Diario.

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